Pubblico l'articolo sull'uccisione di Anastasia Baburova di articolo 21: mi rendo conto che in queste prime settimane abbiamo tenuto l'occhio fisso su Gaza, è anche vero che non vogliamo essere un vero e proprio canale d'informazione, non ne avremmo le forze e vi sono associazioni e organi che in questo senso stanno facendo molto. Il nostro è un luogo di scambio e dibattito, tenetelo vivo.E ricordate Anastasia. Grazie.
Anastasia Baburova aveva 25 anni. Era una giornalista- praticante e lavorava con entusiasmo per la Novaja gazeta, il giornale di Anna Politkovskaja. E' stata uccisa in un agguato assieme all' avvocato Stanislav Markelov impegnato nella difesa dei diritti umani in Cecenia. Sceglieva i temi scomodi Anastasia, raccontava il neonazismo crescente delle sconsolate periferie del paese. L'ultima inchiesta doveva essere dedicata alla vicenda- simbolo delle atrocità commesse dai russi contro la popolazione civile cecena. Quella del colonnello dell'esercito di Mosca Budanov che aveva rapito assieme ad un gruppo di soldati, violenatato e ucciso una ragazza cecena di 17 anni - Elza Kulganova. L'ufficiale era stato arrestato e condannato a 10 anni di carcere nel 2000 per crimini di guerra. Ma giovedì scorso è stato liberato in anticipo. La sua scarcerazione è stata accolta da un'ondata di proteste. Dopo aver ucciso Markelov, il sicario ha sparato un colpo alla nuca della giornalista. La ragazza è morta poche ore dopo in ospedale. Una vicenda atroce, perchè ad essere uccisi nel pieno centro di Mosca sono due giovani - Andrej di anni ne aveva 34, Anastasia stava per laurearsi in giornalismo all'Università della capitale russa. Avvcinarsi alla storia del colonnello Budanov significava andare incontro a morte certa. Dopo l'assassinio di Anna Politkovskaja pochi affrontano la Cecenia. Ciò che è stato - è stato. Dimenticare è meglio. La condanna di Budanov, 8 anni fa, è stato un successo incredibile. Per la prima volta un tribunale russo aveva trattato come crimine di guerra l'operato delle truppe di Mosca in Cecenia. Un precedente sensazionale. Ma si capiva subito che sarebbe stato l'unico caso. L'esercito ha scelto Budanov come simbolo per difendere il proprio ruolo nella piccola repubblica indipendentista del Caucaso. La famiglia della vittima è stata minacciata di morte e costretta a scappare in Europa. Stanislav Markelov combatteva affinchè Budanov scontasse pienamente la pena. Alla vigilia dell'agguato l'avvocato aveva ricevuto diversi avvertimenti: "Se non abbandoni il caso - morirai". Perche' il colonnello è un ideale per i militari convinti che Elsa Kulganova sia un incidente di percorso. Come altri migliaia di civili spariti, torturati e uccisi. Mosca dei pochi oppositori e degli sparuti difensori dei diritti umani è sotto shock, la maggioranza fa finta di niente. Tutti preoccupati per la crisi e l'annunciato crollo del prezzo del gas. Se calerà del 60 per cento - come dice Gazprom - ci saranno dei tumulti sociali. E in Ingushezia c'e' stato un attentato.
Fonte: Articolo21
21 gennaio 2009
Uno dei compiti fondamentali dei media è quello di informare, di fare conoscere alla gente quello che succede e denunciare le ingiustizie.
RispondiEliminaAnastasia Baburova e Stanislav Markelov erano in questa dimensione, coscienti del pericolo che correvano, ma cercatori della verità.
Questa ricerca della verità è stata pagata a carissimo prezzo, quello della vita.....
Questa testimonianza ci chiama ad uscire dall'indifferenza e a mettersi in gioco.
In contrapposizione a questi giganti, assistiamo, in generale, alla immoralità dei nostri media che hanno trattato la guerra a Gaza come una partita di calcio.
Giornali e televisioni, che hanno la responsabilità della informazione e della formazione non hanno trovato di meglio che fare il tifo, come se la guerra fosse una partita di calcio.
In questo atteggiamento di tifosi si è persa, non solo la disponibiltà al dialogo, ma soprattutto ogni residuo di umanità.
Dove sta scritto che chi considera un crimine terroristico il lancio di razzi da parte di Hamas debba poi, per conseguenza, dare una patente di legittimità a qualunque azione sia intrapresa dal Governo e dall'esercito di Israele? Chi dice che la pietà per le vittime civili palestinesi debba per forza corrispondere a un'adesione alla politica di Hamas?
Se questa è una prova generale della capacità di manipolare l'informazione, come possiamo restare indifferenti?